19 settembre 2016

Il 19 settembre 2016, dietro mia espressa richiesta, ho avuto un incontro con il Presidente dell’Enci Dino Muto.

Dovevo interloquire sia come Presidente dell’ATAVI e dell’UMAVI che come Giudice di prove di Utilità e Soccorso.

Per gli argomenti che ci riguardano -lasciando inerente documentazione scritta- ho sollecitato ancora una volta l’evasione di due nostre importanti richieste concernenti l’istituzione di un Libro Aperto per il Volpino Italiano Nero e dell’inserimento del test della PLL nel Regolamento Enci per il Riproduttore Selezionato.

Riguardo a quest’ultimo aspetto , ho naturalmente sottolineato l’importanza che il Regolamento Enci preveda -obbligatoriamente- la piena osservanza del nostro Protocollo che, come è noto, prevede l’asseverazione del Veterinario per il prelievo biologico e per la spedizione all’istituto competente.

Anche se già a suo tempo depositato presso gli uffici dell’Enci, per comodità ho consegnato al Presidente Dino Muto anche copia del nostro Protocollo ricordandogli che è in vigore in tutte le 17 Nazioni aderenti all’UMAVI.

Ho poi sollevato l’annosa questione del mancato riconoscimento della nostra razza in Inghilterra e il Presidente mi ha assicurato il suo personale interessamento.

Naturalmente ho dato la piena disponibilità dell’ATAVI  per fornire ogni tipo di documentazione tecnica che venisse richiesta.

Ho poi affrontato un’altra questione sollevata dagli Junior President di Danimarca e Germania in merito all’assegnazione dei Cac separati per varietà di colore che non avviene nelle loro nazioni.

Ho avuto assicurazione che l’Enci istruirà una pratica alla FCI segnalando la delibera (autonomamente adottata dall’Italia come Paese d’origine della razza) e chiedendo che venga attuata anche in tutte le Nazioni aderenti alla FCI.

Ho poi reso noto al Presidente il fatto che l’ATAVI abbia usufruito della consulenza scientifica messa a disposizione dall’Enci per le Società Specializzate.

In merito, stante l’indilazionabile necessità di ampliare la variabilità genetica nella varietà bianca, ho ricordato i legittimi dubbi che possono sorgere utilizzando soggetti che hanno ottenuto il Certificato di Tipicità come capostipiti RSR ma che magari possiedono genealogia rimasta sconosciuta per mancata iscrizione ai Registri Genealogici.

Ho precisato che non esistono all’estero altri ceppi autoctoni di Volpino Italiano.

Allo scopo di evitare accoppiamenti inopportuni, è possibile, tramite il DNA, stabilire l’eventuale grado parentela dei nubendi.

L’ATAVI richiederebbe all’Enci di sostenere le inerenti spese di laboratorio e

il Presidente Dino Muto si è espresso favorevolmente.

Un Allevatore ha già dato la propria disponibilità in tal senso e la Segreteria si sta opportunamente attivando.

 

Fabrizio Bonanno